Sport olimpico · FITA / CONI

Taekwondo a Genova,
alla Foce.

Angolo blu — per i genitori

Prima di tutto,
educatori.

Se stai cercando uno sport per tuo figlio o tua figlia, ti diciamo subito come la pensiamo: non tutti i bambini sono campioni, e va benissimo così.

La ricerca sullo sport giovanile è chiara: un ambiente ipercompetitivo, dove il valore di un bambino si misura solo in vittorie, lascia il segno — sull'autostima, sulla motivazione, sul rapporto con lo sport per tutta la vita. Per questo da noi non esistono gerarchie tra bambini: nessuna "promessa" da spremere, nessuna "riserva" da parcheggiare. Ogni atleta viene atteso e accompagnato nel proprio percorso, con i propri tempi, perché ognuno è differente.

Questo metodo non rinuncia all'eccellenza: la costruisce. Quando arriva il momento di competere, si arriva preparati — tecnicamente, atleticamente e mentalmente — e i risultati della nostra squadra lo dimostrano.

Cresciamo leoni.
Non li lanciamo nella fossa.

Per tenere alto il livello educativo ci poniamo dei limiti: non pratichiamo overbooking e i posti nei corsi bambini sono limitati. Se non riusciamo ad accogliere subito tuo figlio, ti chiediamo pazienza: è il prezzo di fare le cose bene.

  • Maestri-educatori, genitori anche loro: il Presidente è docente universitario e studioso della psiche umana, la Vicepresidente è insegnante di lettere. Capiscono i bambini per mestiere, due volte.
  • Gruppi per età ed esperienza: i piccoli con i piccoli, mai buttati nel mucchio. Formazione secondo tecniche di apprendimento cognitivo.
  • Autocontrollo, non aggressività: il Taekwondo educativo canalizza l'energia, non la accende.
  • Contro il bullismo, prima che serva: un bambino che si allena cammina diverso — postura, sguardo, sicurezza. I bulli scelgono chi sembra fragile, e chi fa Taekwondo non lo sembra più. E se davvero serve, sa proteggersi senza diventare violento.
  • Ambiente super controllato, nel centro di Genova, con spogliatoi completi e doccia calda.
Chiedi se c'è posto per tuo figlio

Ti rispondiamo in giornata. Nessun impegno: prima parliamo, poi si prova.

▶ I nostri giovanissimi in gara: protezioni complete, tecnici a bordo tatami.

Angolo rosso — ragazzi & adulti

Calci alti,
testa fredda.

Il nostro video. Alza l'audio.
Combattimento di Taekwondo con corazza e casco durante un allenamento a Genova
Kyorugi: il combattimento olimpico, con corazza e casco.

Lunedì e giovedì, 18:30 – 19:30. Un'ora, dai 12 anni in su: in sala ci sono ragazzi delle medie, ventenni e adulti di quarant'anni e passa.

Il Taekwondo è lo sport da combattimento olimpico più praticato al mondo: si tira soprattutto di gamba, si lavora su distanza, tempi e lettura dell'avversario. Vince chi capisce prima, non chi pesa di più.

Come funziona l'ora

Non è uguale per tutti: in sala arriviamo a essere tre tecnici federali e i gruppi si dividono — chi ha cominciato da poco sta sulle basi, chi è avanti fa altro.

  • Nessuno viene messo a combattere il primo giorno.
  • Al contatto si va con corazza, casco, paratibie e paraguanti.
  • Le coppie le decidono i maestri, per livello e corporatura: un dodicenne non si trova davanti un adulto di ottanta chili.
  • 15 minuti di tecnica pugilistica in ogni lezione: guardia, jab, diretto, schivate. Nel Taekwondo non è scontato — noi le mani non le lasciamo indietro.

Gare? Solo se le vuoi

Chi vuole gareggiare entra nella squadra agonistica: gare regionali, nazionali e internazionali. Nei nostri corsi si allenano diversi campioni interregionali — accanto a chi ha iniziato l'anno scorso. Chi non vuole gareggiare non gareggia, e non deve giustificarsi con nessuno.

«Voglio imparare a difendermi»

Ci arrivano in tanti con questa frase. E quasi tutti hanno guardato prima una palestra dove si va di contatto pieno tutte le sere. Sono scuole dure e serie, e chi regge impara davvero. Il punto è quanti reggono: fra labbra aperte, nasi e costole, la maggior parte molla entro l'anno.

E difendersi non lo impara chi smette dopo sei mesi. Lo impara chi si allena per anni.

Qui il combattimento c'è ed è vero: l'avversario non sta fermo, i calci arrivano, si va a piena velocità. Ma con corazza, casco, paratibie e paraguanti, un arbitro e un regolamento. Tradotto: il giorno dopo vai a lavorare o in università — e la settimana dopo sei ancora in palestra.

Quello che ti resta addosso è esattamente ciò che conta quando conta:

  • La distanza. Chi la sa tenere non si fa toccare. È la prima cosa, non l'ultima.
  • I tempi. Vedere arrivare le cose mentre stanno ancora partendo.
  • La freddezza. Restare lucido con qualcuno che ti viene addosso: si allena solo facendolo.
  • Le gambe. L'arma più lunga che hai, e la più difficile da leggere.
  • Anche le mani. Ogni lezione ha 15 minuti di tecnica pugilistica: guardia, jab, diretto, schivate. A distanza corta servono, e qui si allenano.
  • La postura. È la prima cosa che gli altri leggono di te — spesso l'unica che serve.

Non è la versione morbida di uno sport da combattimento.
È l'unica che puoi fare per dieci anni.

La direttrice tecnica è una donna: Maria Luisa Mannarino, tecnico federale FITA. In quell'ora si allenano uomini e donne, adulti e ragazzi: non c'è un corso femminile separato, ci si allena insieme. Se preferisci scrivere a lei, scrivi direttamente a Maria Luisa.

  • 2sere a settimana: lunedì e giovedì
  • 12 – 50+gli anni di chi si allena in quell'ora
  • 0esperienza richiesta: si parte dalle basi

Se cominci da adulto, da zero

Non sei un'eccezione: qui c'è chi ha iniziato a 30, a 45 e oltre. E nessuno ti guarda — sono tutti occupati col proprio lavoro.

Si parte dalle basi: guardia, spostamenti, i primi calci. Le prime settimane si lavora a vuoto, non uno contro l'altro — non perché sei fragile, ma perché prima si impara a farlo bene, poi lo si fa contro qualcuno. L'elasticità non è un requisito d'ingresso: è una delle cose che vieni qui a prenderti.

Se lavori o studi: due sere, un'ora — lunedì e giovedì. Sembra poco, ed è esattamente ciò che regge nel tempo: chi viene due volte a settimana per tre anni arriva molto più lontano di chi viene cinque volte per tre mesi. Nessun pacchetto da consumare, nessuna penale se salti una settimana: sei socio di un'associazione, non abbonato a una palestra. La quota te la diciamo su WhatsApp in due righe, senza doverti far venire in palestra per saperlo.

Alla prima lezione servono maglietta, pantaloncini e la faccia tosta di entrare.

Vieni a fare una prova

Lezione di prova gratuita per aspiranti soci, lunedì o giovedì alle 18:30 — bastano maglietta e pantaloncini. Rispondono Alessio o Maria Luisa: sono gli stessi che trovi in palestra.
Chi poi decide di restare viene tesserato FITA e assicurato; serve il certificato medico sportivo. Le pratiche le facciamo insieme, senza burocrazia scaricata addosso.

Kyorugi in palestra: casco, corazza, un tecnico a un metro.

La palestra dal vivo

Non te la raccontiamo.
Te la facciamo vedere.

In gara
Agonisti
Calci alti
I più piccoli
Adulti in sala
Squadra

Tocca una foto per ingrandirla. Tutte le immagini sono nostre: palestra, gare e squadra vere.

Perché il Centro Taekwondo Genova

Se stai cercando arti marziali a Genova — uno sport da combattimento vero, una disciplina educativa per tuo figlio o un percorso che costruisca anche le basi della difesa personale — il Taekwondo le riunisce tutte: è l'arte marziale più praticata al mondo, è sport olimpico dal 2000, e qui viene insegnato con il programma federale da educatori di professione.

Nel centro di Genova

Palestra in via Cecchi, zona Foce: comoda da Carignano, San Fruttuoso, Albaro e dal centro. Ambiente super controllato, spogliatoi completi con doccia calda e phon.

Seguito al tuo livello

Tecnici federali che seguono separatamente matricole, amatori e agonisti — nei corsi ragazzi e adulti in sala si arriva anche a tre maestri. Nessuno è mai «uno dei tanti».

Programma federale, non improvvisato

Allenamenti impostati sul programma federale FITA/CONI con gli ultimi aggiornamenti; per le preparazioni più intense è possibile aggiungere un setting di allenamento all'aperto a Villa Gentile (Sturla).

Stai scegliendo

Se stai confrontando
le arti marziali di Genova

Karate, judo, aikido, wing chun, kung fu, MMA, jiu jitsu, muay thai: sono mestieri diversi, non versioni migliori o peggiori della stessa cosa. Qui trovi la risposta dritta, anche quando manda qualcuno altrove — preferiamo chi arriva sapendo cosa cerca.

«Ma nel Taekwondo si usano solo i calci»

È la cosa che sentiamo più spesso, ed è il motivo per cui a ogni lezione facciamo 15 minuti di tecnica pugilistica: guardia, jab, diretto, schivate. Nel Taekwondo non è scontato, e per noi è una scelta precisa — a distanza lunga comandano le gambe, a distanza corta servono le mani. Non lasciamo indietro un pezzo.

Taekwondo o muay thai / MMA?

Sono scuole dure e serie: contatto pieno, gomiti, ginocchia, lotta. Chi regge impara. Il punto è quanti reggono: fra nasi, costole e stop forzati, molti mollano entro l'anno. Qui il combattimento è vero ma protetto da corazza e casco: ci si allena forte il lunedì e si lavora il martedì. Per questo si continua per anni — ed è negli anni che si diventa bravi.

Taekwondo o karate?

Sono cugini, non rivali: il karate ha una postura più stabile e un grande patrimonio di forme, e se è il lavoro tradizionale che cerchi è la sua strada. Il nostro è un altro gioco: gambe, distanza lunga, velocità, un combattimento dove vince chi legge prima l'avversario. E le mani le alleniamo comunque, ogni lezione.

Taekwondo o judo?

Il judo si combatte attaccati: presa, squilibrio, proiezione — se ti chiama il corpo a corpo, è quello giusto. Noi viviamo a due metri e lavoriamo perché quei due metri non si accorcino mai: chi tiene la distanza decide il combattimento. E a due metri decidiamo noi.

Taekwondo o jiu jitsu brasiliano?

Diretti: se vuoi la lotta a terra, il BJJ è la risposta, non noi. Guardia, passaggi e leve sono il loro terreno e lo fanno meglio di chiunque. Noi il combattimento a terra non lo alleniamo — noi stiamo in piedi, e in piedi ci stiamo bene. Molti fanno entrambe le cose proprio perché coprono distanze opposte.

Taekwondo o aikido, wing chun, kung fu?

L'aikido lavora su leve e ricezione dell'attacco, senza confronto agonistico; il wing chun sulla brevissima distanza; sotto «kung fu» ci sono decine di stili diversissimi, per cui conta la scuola più dell'etichetta. Qui invece sai da subito dove stai andando: sistema codificato, regolamento olimpico, gradi, arbitri e un circuito federale dove il tuo livello si misura davvero.

«Voglio imparare a difendermi»: il Taekwondo va bene?

Sì. E senza girarci intorno: in una situazione vera decidono la distanza, i tempi e la freddezza — non i muscoli. Sono le tre cose che qui alleni ogni lunedì e ogni giovedì contro una persona che si muove davvero e prova a colpirti, più 15 minuti di mani a lezione, perché da vicino servono.

La differenza è che lo fai con corazza e casco: forte, ma senza spaccarti. E quindi lo fai ancora fra due anni — che è l'unico modo per saperlo fare sul serio. A terra non lavoriamo: quello è il mestiere del jiu jitsu.

Se dopo questa lista pensi che ti serva altro, ti abbiamo risparmiato una settimana di giri. Se invece è questo che cercavi, il lunedì si comincia alle 18:30.

I tecnici del Centro Taekwondo Genova al Centro di Preparazione Olimpica CONI di Formia
Il Presidente e la Vicepresidente al Centro di Preparazione Olimpica CONI di Formia.

Gli insegnanti

Chi sale sul tatami
con i tuoi figli

La differenza tra una palestra e una scuola sono le persone. Qui i maestri sono educatori per mestiere e genitori a loro volta: il Presidente è docente universitario di neuroestetica a Roma e studioso della psiche umana — la formazione in sala segue tecniche di apprendimento cognitivo, non l'istinto. La Vicepresidente è insegnante di lettere. Chi meglio di loro può capire tuo figlio, dall'infanzia all'adolescenza e oltre?

Entrambi maestri di Taekwondo di lunghissima data, si formano e si aggiornano anche presso il Centro di Preparazione Olimpica CONI.

  • Alessio Chelucci — PresidenteTecnico federale FITA · Docente universitario di neuroestetica ·
  • Maria Luisa Mannarino — Vicepresidente e Direttrice tecnicaTecnico federale FITA · Insegnante di lettere ·
  • Mattia GhisoliTecnico dedicato ai corsi bambini, completa il Consiglio Direttivo.

La settimana

Orari dei corsi

Bambini · si comincia qui

Giovedì 16:45 – 17:30

L'ora dei più piccoli e di chi inizia, dai 5 anni: gioco, coordinazione, prime tecniche.

Bambini · con esperienza

Lunedì & Giovedì 17:30 – 18:30

Per chi ha già un po' di tatami alle spalle: tecnica, forme, primi combattimenti educativi.

Ragazzi & Adulti

Lunedì & Giovedì 18:30 – 19:30

Dai 12 anni in su — in qualche caso anche 11, se fisico e maturità lo permettono. Percorso agonistico o amatoriale nella stessa squadra.

Extra pre-gara · Agonisti

In vista di preparazioni intense

È possibile aggiungere un setting di allenamento all'aperto a Villa Gentile (Sturla, via Era), quando il percorso di gara lo richiede.

Età di confine? Nessun problema: si prova, ci si osserva sul tatami, e si sceglie insieme il corso giusto — con calma e in semplicità. · Le attività sono riservate ai soci e tesserati; lezioni di prova per aspiranti soci previo contatto su WhatsApp.

La palestra

Dove ci alleniamo

Palestra di Via Cecchi — zona Foce, Genova
Ingresso da Via Odero, sotto la Chiesa.

Siamo nel cuore della Foce, a due passi da Corso Torino e da Piazza Paolo da Novi: la posizione più comoda per chi vive o lavora nel centro di Genova.

Per le preparazioni più intense e profonde è possibile aggiungere un setting di allenamento all'aperto a Villa Gentile, Sturla (via Era).

Apri in Google Maps ↗

Domande frequenti

Tutto quello che ci chiedono
genitori e ragazzi

A che età un bambino può iniziare il Taekwondo?

Di solito dai 5 anni, con l'ora dei più piccoli del giovedì (16:45–17:30): gioco, coordinazione, ascolto e fiducia in sé. Con l'esperienza si passa al turno successivo (lunedì e giovedì, 17:30–18:30), e dai 12 anni — in qualche caso anche 11 — ci si allena con ragazzi e adulti. Nelle età di confine si prova e si sceglie insieme il corso giusto, con calma.

Il Taekwondo è sicuro per i bambini?

Sì. È uno sport olimpico praticato da milioni di bambini nel mondo, e da noi le lezioni si svolgono in un ambiente super controllato, guidato da tecnici federali che sono educatori di professione e genitori a loro volta. Niente «chi non vince vale meno», nessuna pressione agonistica su chi non la cerca. Il combattimento arriva solo con le protezioni complete e solo quando il bambino è pronto.

Tesseramento, assicurazione e certificato medico: come funziona?

Chi decide di restare dopo la prova viene tesserato alla FITA (Federazione Italiana Taekwondo) e con il tesseramento è assicurato durante le attività. Serve il certificato medico sportivo, come per qualunque sport. Le pratiche le seguiamo insieme: ti diciamo cosa serve e quando, senza scaricarti addosso la burocrazia.

Quanto costa?

Siamo un'Associazione Sportiva Dilettantistica senza scopo di lucro: non vendiamo abbonamenti. Le attività sono riservate ai soci e prevedono una quota associativa annuale, versabile in rata unica oppure in due rate, che copre la stagione, il tesseramento FITA e l'assicurazione. Non è un abbonamento: non c'è un pacchetto di lezioni da consumare. La cifra esatta te la diciamo su WhatsApp in due righe, senza doverti far venire in palestra per saperlo.

Posso fare una lezione di prova?

Sì, le lezioni di prova per aspiranti soci sono gratuite, previo contatto. Scrivici prima su WhatsApp: i posti nei corsi bambini sono limitati (niente overbooking) e ti confermiamo in giornata la disponibilità.

Che differenza c'è tra Taekwondo e Karate?

Il Taekwondo è sport olimpico dal 2000 ed è l'arte marziale più praticata al mondo. Rispetto al karate privilegia le tecniche di gamba — i calci in volo che vedi alle Olimpiadi — ed è più dinamico: il combattimento si fa con corazza e casco, ai livelli alti con punteggio elettronico.

Fate agonismo?

Sì: chi vuole gareggiare entra nel percorso agonistico guidato dai tecnici federali; per le preparazioni più intense è possibile aggiungere un setting di allenamento all'aperto a Villa Gentile. La squadra ha conquistato numerose medaglie regionali, nazionali e internazionali — ma senza la corsa alla gara a tutti i costi: si compete quando si è pronti. Chi preferisce l'amatoriale si allena nelle stesse lezioni, senza obbligo di gara.

Nel Taekwondo si usano solo i calci?

Nel Taekwondo sportivo il punteggio premia soprattutto le tecniche di gamba, ed è lì che si costruisce la differenza. Ma al Centro Taekwondo Genova ogni lezione dedica 15 minuti alla tecnica pugilistica — guardia, jab, diretto, schivate: nel Taekwondo non è scontato, ed è una scelta precisa. A distanza lunga comandano le gambe, a distanza corta servono le mani: non ha senso allenarne solo metà.

Il Taekwondo è efficace per la difesa personale?

Sì, e conta il modo. Qui si allenano le cose che decidono davvero una situazione: gestione della distanza (chi la sa tenere non si fa toccare), tempi di reazione, freddezza sotto pressione, calci che partono da lontano e 15 minuti di tecnica di mani a ogni lezione. Tutto con protezioni e regole — cioè in un modo ripetibile per anni, che è l'unico che porta davvero a saper fare qualcosa. Non alleniamo la lotta a terra: se cerchi quella, il jiu jitsu brasiliano risponde meglio.

Meglio il Taekwondo o un altro sport da combattimento (boxe, kickboxing, karate, judo)?

Dipende da cosa cerchi. La boxe lavora solo di braccia, il judo su prese e proiezioni; il karate è cugino del Taekwondo ma con un combattimento sportivo meno dinamico. Il Taekwondo è l'arte marziale più praticata al mondo: privilegia le tecniche di gamba — i calci in volo che vedi alle Olimpiadi — e premia velocità, agilità e strategia più della forza bruta. Per i bambini ha un percorso educativo federale codificato; per ragazzi e adulti offre sia l'agonismo sia l'allenamento amatoriale intenso.

Mio figlio subisce episodi di bullismo: il Taekwondo può aiutarlo?

Sì, ed è uno dei motivi più frequenti per cui i genitori ci contattano. Il Taekwondo non gli insegnerà a "fare a botte": gli cambierà postura, sguardo e sicurezza — e i bulli scelgono quasi sempre chi sembra indifeso. In più troverà una squadra a cui appartenere, adulti che lo vedono ogni settimana, e la consapevolezza di sapersi proteggere se davvero servisse. Parliamone su WhatsApp: situazioni così le abbiamo già accompagnate tante volte.

Le arti marziali rendono i bambini aggressivi?

No — è vero il contrario, ed è uno dei motivi per cui pediatri e insegnanti le consigliano. Un'arte marziale insegnata bene canalizza l'energia dentro regole, rituali e rispetto: il bambino impara l'autocontrollo prima del calcio. Nel nostro centro il combattimento arriva solo con protezioni complete e solo quando il bambino è pronto, in un ambiente educativo guidato da educatori di professione.

Il Taekwondo va bene per ragazze e donne?

Benissimo — basta guardare le foto di questa pagina: nella nostra squadra le ragazze sono protagoniste, sul tatami e sul podio. Il Taekwondo premia velocità, tecnica e agilità, non la forza bruta: è tra gli sport da combattimento più praticati dalle donne al mondo, e costruisce fiducia in sé e capacità di difesa personale reali.

Cosa serve per la prima lezione?

Solo una tuta comoda e una bottiglietta d'acqua. Sul tatami si sta scalzi. Il dobok (la divisa) arriva dopo, con calma, se decidi di continuare.

Scrivici ora

Un messaggio su WhatsApp.
Ti rispondiamo in giornata.

Niente form infiniti, niente attese: scrivici come scriveresti a un amico.

Preferisci l'email? info@centrotaekwondogenova.it — rispondiamo entro 24 ore.

Rispondiamo in giornata